P.N.R. Isola di S.’Andrea Litorale di Punta Pizzo

Un viaggio all’interno di un’area protetta   consente  di mettere in evidenza molteplici aspetti di un territorio. Rappresenta un’importante occasione di conoscenza del vasto patrimonio delle risorse naturali: habitat, specie floristiche e faunistiche, ma anche delle innumerevoli testimonianze di carattere archeologico, storico, architettonico ed artistico, che sottolineano l’atavico rapporto fra uomo e natura.
Il Parco Naturale Regionale Isola di S. Andrea Litorale di Punta Pizzo, istituito con Legge Regionale n° 20 del 10-07-2006, si estende su una superficie di 697,846 ha con un perimetro di 25.761 m. ed è caratterizzato dalla presenza di una zona S.I.C. (Sito di iinteresse comunitario) e di una zona Z.P.S. (zona di protezione speciale). Esso si sviluppa lungo la fascia costiera a sud della città di Gallipoli e comprende anche l’Isola di Sant’Andrea. Questa sua peculiarità lo rende molto interessante dal punto di vista naturalistico per i diversi habitat registrati, quali i cordoni dunali, le pinete, i salicornieti, l’estesa laguna dell’Isola, la palude ed i coltivi dell’entroterra. La vegetazione insediata sottolinea, quindi, le caratteristiche degli habitat summenzionati colonizzando, per esempio le paludi con l’elegante Phragmites australis, i cordoni dunali con specie prioritarie quali Juniperus oxycedrus subsp macrocarpa e Juniperus phoenicea con le relative psammofile. È da sottolineare, inoltre, la preziosa presenza della rara Antyillis hermanniae e del Gabbiano corso (Larus audounii) che ha trovato nell’Isola di Sant’Andrea l’habitat ideale per la sua nidificazione determinando così l’inserimento dell’Isola nell’area Parco.

  • Itinerario consigliato: (Sentiero n°1 “Pinete litorali e dune costiere”) Partenza Ecoresort Le Sirenè

Il sentiero è  caratterizzato dalla presenza di una pineta di origine artificiale a prevalenza di Pini d’Aleppo. Ha una lunghezza di circa 1500 m. lungo i quali è possibile osservare numerose specie ornitiche, tra cui molti uccelli appartenenti all’Ordine dei Passeriformi. Si procede lungo stradine prevalentemente sterrate, segnate a destra e a sinistra dalla presenza di un fitto canneto sino a giungere alla zona palustre dove vegetano specie rarissime come l’Ipomea sagittata e l’orchidea palustre. Superata l’area umida si giunge sul litorale. Qui L’ambiente costiero è caratterizzato da dune fossili costituenti habitat di interesse comunitario per la presenza di Limonium japigicum, endemico della costa jonica salentina. Particolarmente importante, risulta essere, il sistema dunale con le relative psammofile e la presenza del Ginepro Coccolone costituente habitat prioritario.

Richiedi i dettagli  dell’itinerario  al nr. 392 65 71 732 oppure a info@studioarcheologiaeambiente

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